L'arte imita la vita più di quanto l'arte non imiti la vita

 

Oscar Wilde

diego a. collovini

Non aggiungere anni alla vita

ma vita agli anni

 

Rita Levi Montalcini

 

 

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Gino Casanova

 

 

Santo Stefano

di Cadore (BL)

 

 

Paesaggio lacustre - 1976

tecnica mista su tavola

 

Sala Consigliare

 

 

Cercare adagio, umilmente, costantemente di esprimere,

di tornare a spremere dalla terra bruta o da ciò ch’essa genera,

dai suoni, dalle forme e dai colori,

che sono le porte della prigione della nostra anima,

un’immagine di quella bellezza che siamo giunti a comprendere:

questo è l’arte.

James Joyce

 

 

 

Nudi femminili

tecnica mista su tela

 

 

 

 

foto Tiziano Zamengo

 

Atmosphere de banlieu de Paris

tecnica mista su tavola

 

 

 

 

 

 

foto Tiziano Zamengo

 

 

Solitamente le retrospettive tendono a individuare i diversi percorsi di un artista, alternando ad una ricostruzione temporale e l'evoluzione stilistica, con la finalità di ricostruire la personalità dell'artista e il suo rapporto con la storia dell'arte.

Per Gino Casanova diventa difficile proporre un allestimento di tipo esclusivamente cronologico per l'assenza, in molti dipinti, di una data; manca anche una bibliografia che lo ha accompagnato nelle sue esposizioni e ne abbia descritto il percorso formativo ed evolutivo. Neanche c'è una testimonianza diretta.

Possiamo però proporre una lettura aliena dalle vicende quotidiane ma attenta all'evoluzione del suo linguaggio pittorico. Ciò ci permette di comparare il suo stile con le esperienze artistiche a lui contemporanee. Confortati anche dal fatto che Gino Casanova, per formazione culturale, non poteva sentirsi estraneo alla realtà artistica e ai movimenti culturali che ha attraversato.

Ha compiuto studi di archeologia (negli anni quaranta, essendo lui nato nel 1920) quando ancora questa scienza era legata più alla letteratura, all'estetica e alla storia dell'arte che agli attuali metodi scientifici di ricerca e scavo; ha frequentato i corsi di pittura all'Accademia Reale delle Belle Arti a Liegi in Belgio; spesso era a Roma dove viveva la famiglia della moglie. La sua era una formazione da un lato umanistica, che gli ha fornito la capacità di raccogliere gli aspetti teorici dei movimenti culturali e dall'altro tecnica che gli ha permesso di confrontarsi con diverse espressioni pittoriche.

Come tutti gli artisti della sua generazione ha esordito con l'impeto e con l'innovazione linguistica che ha caratterizzato il ritorno sul palcoscenico dell'arte dopo il periodo figurativo-propagandistico proprio dei regimi totalitari.

Nell'immediato dopoguerra – e non solo in Italia – si è assistito al riaffacciarsi delle esperienze avanguardiste già emigrate in America negli anni trenta a seguito delle leggi razziali o delle repressioni naziste culminate con il rogo di libri e di opere d'arte considerate "degenerate". Un ritorno filtrato da un'idea di indipendenza dell'arte, negata da decenni, e motivata dalla voglia di innovazione e personalismo. In quegli anni sono nati importantissimi movimenti artistici, tra i quali Forma1, Corrente, Fronte Nuovo delle Arti, Movimento Arte Concreta ecc. e non senza polemiche di tipo stilistico o contenutistico.

Benché Casanova abbia lavorato nella solitudine e lontano dal mondo pulsante dell'arte, non possiamo pensarlo come una figura marginale della pittura. Tale visione verrebbe immediatamente smentita da alcune tematiche e forme espressive da lui trattate contemporaneamente ad altri artisti. Le sue pitture non ci sembrano estranee alle nuove e rivoluzionarie sperimentazioni; certamente era a conoscenza del manifesto programmatico del realismo, Oltre Guernica, redatto nel 1946 a Milano da Morlotti, Vedova e Testori, così chiamato perché Picasso rappresentava allora un punto di ripartenza ed era diventato, col suo girovagare per l'Europa, simbolo di un'arte priva di confini nazionali e condizionamenti politici. Opere come la Capra, Maternitè dramatique e l'Uomo disteso ne sono una precisa interpretazione. In questi lavori è evidente quell'idea di neo-cubismo (presente anche nella Crocifissione di Guttuso, che Casanova avrà più volte visto alla Galleria d'Arte Moderna durante i suoi soggiorni romani), mescolato con qualche espressività di stampo neo-realista presente nel vicino Friuli Venezia Giulia, allora terra di Pasolini, Zigaina, Pizzinato, De Rocco, ecc.

Una seconda raccolta guarda con interesse ad alcuni pittori newyorkesi che, negli anni cinquanta sessanta, furono gli esponenti del cosiddetto "espressionismo astratto". In questi dipinti si avverte una profonda attenzione alla luce, alla dinamica dei colori e al movimento del segno. Protagonista di queste pitture è certamente la luce personalizzata dal colore. Ecco dunque le molte opere che interpretano il paesaggio, attraverso i colori, la luce cangiante della natura. Una gestualità onirica e fantastica, paragonabile al naturalismo espressivo di Afro Basaldella, nelle cui opere non è la realtà a mostrarsi ma i suoi volumi, le sue gradazioni cromatiche delimitate dalla luce e dall'immediatezza del segno pittorico. Opere lontane dal Paesaggio fiammingo la cui luce, opaca, grigia e ovattata del cielo nordico scarsamente illumina le case e le persone.

In alcuni paesaggi invece raccoglie, attraverso il gesto, la materia e il colore, la fenomenologia della natura, la sua mutevolezza nel corso della giornata, ne rileva le profondità prospettiche che hanno caratterizzato la pittura tonale veneziana del quattrocento. A far da confine ai due periodi Atmosphere de banlieu de Paris.

 In altri dipinti di Casanova si può osservare una certa influenza del movimento Spazialista. Nella Venezia della galleria del Cavallino hanno operato i più importanti artisti di quel periodo creativo, da Fontana a Guidi, da Deluigi a Bacci, Morandis e Tancredi (feltrino di nascita). Quelle opere, con una vivacizzata stesura materica, creano un'atmosfera surreale, resa attraverso un deciso movimento pittorico e da velate vibrazioni tonali. Composizioni che richiamano le nebulose, l'infinito, la profondità di un universo reso ancor più distante dall'immaginazione che solo l'arte può materializzare. Il paesaggio vissuto si trasforma, attraverso la pittura, in paesaggio fantasioso.

Altri esempi potrebbero essere portati analizzando l'evoluzione del suo stile espressivo. Di certo ne esce la figura di un artista attento al percorso dell'arte, ai suoi interpreti, alle tecniche espressive, certamente limitate dal mancato confronto espositivo con altri artisti (le collettive), pretesto per scambi visivo-percettivi e teorici; soprattutto in anni in cui lo sperimentalismo era, in realtà, il primo elemento catalizzatore della ricerca dell'arte.

Casanova, pur avendo vissuto relativamente lontano dai centri creativi (Bruxelles dista poche ore da Parigi), appare come un artista attento, informato della storia dell'arte e dei suoi protagonisti. Uomo sicuramente riflessivo e alla ricerca di una identità e di uno stile che lo caratterizzi (l'uso costante del panforte, della faesite e del compensato ad esempio). Indipendente e propenso a soluzioni stilistiche autonome, coniuga esperienza, percezione e espressività, e nel contempo si fa sperimentatore di innovazioni linguistico-espressive. La sua è una pittura difficilmente ascrivibile a un gruppo o a un movimento, perché non pedissequa nel seguirne i principi e le finalità, né rivoluzionaria nell'applicare i cambiamenti che il mondo dell'arte gli ha proposto nel corso della sua attività; ciò è comprovato dalla notevole quantità di opere frutto di un esercizio della pittura che, proprio nel suo ripetersi, si materializza come sintesi di una personale idea dell'arte.

L'omaggio che il Comune di Santo Stefano di Cadore gli tributa, è un primo atto di un'azione più articolata e lunga, tendente a individuare una realtà artistica con cui far dialogare Gino Casanova, il cui stile delimita suo interesse per la pittura e svela il suo personale modo di guardare alla storia dell'arte.

 

Uomo disteso - 1957

tecnica mista su tela

 

 

 

 

Paesaggio

tecnica mista su tavola

 

 

 

Samurai

tecnica mista su tela